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Anticorpi monoclonali anti-COVID, Sotrovimab: attività antivirale ed efficacia clinica


Sotrovimab ( Xevudy ) è un anticorpo monoclonale ( mAb ) IgG1 che si lega a un epitopo altamente conservato della proteina spike nel sito di legame del recettore di SARS-CoV-2.

Attività antivirale

Sotrovimab neutralizza in vitro il virus SARS-CoV-2 wild-type con una concentrazione tale da produrre il 50% dell’effetto massimo ( EC50 ) pari a 100.1 ng/mL.
Le valutazioni delle particelle simil-virus ( virus-like particle - VLP ) pseudotipizzate hanno indicato cambiamenti nei valori EC50 di Sotrovimab rispetto al wild-type pari a meno di 3 volte, contro le seguenti varianti della proteina spike: Alpha ( B.1.1.7; cambiamento di 2.30 volte del valore EC50 ); Beta ( B.1.351; cambiamento di 0.60 volte del valore EC50 ); Gamma ( P.1; cambiamento di 0.35 volte del valore EC50 ); Epsilon ( B.1.427/B.1.429; cambiamento di 0.70 volte del valore EC50 ); Iota ( B.1.526; cambiamento di 0.6 volte del valore EC50 ), Kappa ( B.1.617.1; cambiamento di 0.7 volte del valore EC50 ), Delta ( B.1.617.2; cambiamento di 1 volta del valore EC50 ), Lambda ( C.37 1.5 cambiamento di 1.5 volte del valore EC50 ), Delta Plus ( AY.1; cambiamento di 1.1 volte del valore EC50, AY.2; cambiamento di 1.3 volte del valore EC50 ), Mu ( B.1.621; cambiamento di 1.3 volte del valore EC50 ) e Omicron ( B.1.1.529; cambiamento di 2.7 volte del valore EC50 ).

I dati di microneutralizzazione sulle varianti autentiche di SARS-CoV-2 hanno indicato le seguenti modifiche nei valori di EC50 di Sotrovimab rispetto al virus wild-type: Alpha, cambiamento di 3 volte del valore EC50; Beta, cambiamento di 1.2 volte del valore EC50; Gamma, cambiamento di 1.6 volte del valore EC50; Kappa, cambiamento di 0.9 volte del valore EC50 e Delta, cambiamento di 0.4 volte del valore EC50.

Efficacia clinica

COMET-ICE era uno studio di fase II/III randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo che ha valutato Sotrovimab come trattamento per COVID-19 in pazienti adulti non-ospedalizzati, non-vaccinati, che non richiedevano alcuna forma di Ossigeno supplementare all'ingresso nello studio.

Lo studio ha incluso pazienti con sintomi insorti entro 5 giorni o meno, e infezione da virus SARS-CoV-2 confermata in laboratorio.
I pazienti eleggibili avevano almeno uno dei seguenti fattori di rischio: diabete mellito, obesità ( indice di massa corporea [ BMI ] maggiore di 30 ), malattia renale cronica, insufficienza cardiaca congestizia, malattia polmonare ostruttiva cronica ( BPCO ), oppure asma da moderata a severa, o avevano un’età pari o superiore a 55 anni.

I pazienti sono stati randomizzati a una singola infusione di 500 mg di Sotrovimab ( n=528 ) oppure placebo ( n=529 ) nell'arco di 1 ora.
Nella popolazione Intent-to-Treat ( ITT ) al giorno 29, il 46% era di sesso maschile e l'età mediana era di 53 anni ( range: 17-96 ); il 20% dei pazienti aveva 65 anni o più e l'11% aveva più di 70 anni.
Il trattamento è stato somministrato entro 3 giorni dalla comparsa dei sintomi di COVID-19 nel 59% dei pazienti, e il 41% è stato trattato entro 4-5 giorni.
I quattro fattori di rischio o comorbidità predefiniti più comuni erano l'obesità ( 63% ), l'età pari a 55 anni o più ( 47% ), il diabete mellito che necessita di trattamento farmacologico ( 22% ) e l'asma da moderata a severa ( 17% ).

La riduzione del rischio relativo aggiustato di ospedalizzazione o morte entro il giorno 29 nella popolazione ITT è stato del 79% ( IC al 95%: 50%, 91% ).
La differenza è stata determinata dai tassi di ospedalizzazione e nessun decesso è stato registrato nel braccio Sotrovimab rispetto a 2 decessi nel braccio placebo fino al giorno 29.

Nessun paziente nel braccio Sotrovimab, contro 14 nel braccio placebo, ha avuto bisogno di Ossigeno ad alto flusso o ventilazione meccanica fino al giorno 29.

Fonte: EMA, 2021

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